Arezzo – Trattoria al Principe

il

Mauro Torelli, mezzo secolo ai fornelli con lode.
Inizia nel 1968, a soli 23 anni, nell’attività dei fratelli Fabbrini in quel Minerva che ha scritto la storia dell’Ospitalità di Arezzo.
Giovane di talento diplomato all’Alberghiero di Chianciano, dieci anni dopo si trasferisce nella storica Trattoria al Principe dove interpreta con saggezza la professione conservando storia e tradizione.
Cuoco pacato e di grande umiltà conduce con passione
l’attività ed è esempio per i suoi collaboratori tanto che nel 1990 conforta la scelta di Sergio e Paolo che si trasferiscono ad Anghiari per raccogliere l’eredità delle tavole dell’indimenticabile cuoca Nena.
Il fascino del borgo di Giovi è anche legato al fatto che era passaggio obbligato per chi doveva recarsi nei luoghi di pellegrinaggio (S. Maria del Sasso, La Verna, Camaldoli, Vallombrosa) o, comunque, verso Nord in Casentino oppure ad Est in Valtiberina, Giovi era quindi luogo di ristoro e di ospitalità. Si ricorda di un albergo-locanda e di alcune trattorie . Tutte erano rinomate per la cucina tradizionale locale e del pesce di acqua dolce.

Da sempre è ambita meta di aretini e turisti.

 

 

Giovanni Pascoli, nel 1903, racconta di essere andato in compagnia di alcuni professori e di aver gustato, a poco prezzo, del buon pesce, “all’ingresso del Casentino. L’anguilla al tegamaccio è un piatto dei grandi ricordi che consigliamo ai gourmet che amano collezionare tipicità e sfumature nelle preparazioni dei piatti cucinati che richiedono precisione di quantità, affinché l’equilibrio dei sapori conservi armonia al palato. Un servizio unico che ammette solo un piccolo entrée di bruschetta.
Un trionfo di sapori con quel pane arrostito al punto giusto e nulla più. Il calice di buon Chianti morbido e vellutato completano un mangiare da re.
La garanzia è che il pomeriggio scorre silente senza cercare il bicchiere d’acqua.
Alla fine la domanda d’obbligo ma quel famoso gâteau…
Purtroppo quello del “bar dei Costanti” non c’è più.
E allora ecco una coppa ovvero una zuppa che non è inglese ma pur sempre piacevole per la tonalità dei cioccolati con cui viene preparata.
Il Principe di Giovi è una tappa gastronomica illuminata dove l’atmosfera sprigiona sentimenti
di piacere e di rispetto verso gli ospiti che ne sanno apprezzare i valori.

Annunci